{"id":7830,"date":"2024-12-17T13:32:25","date_gmt":"2024-12-17T12:32:25","guid":{"rendered":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/de\/?page_id=7830"},"modified":"2025-01-07T19:06:36","modified_gmt":"2025-01-07T18:06:36","slug":"italienisches-design","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/de\/podcast-italien\/staffel-2\/italienisches-design\/","title":{"rendered":"2.7 Italienisches Design"},"content":{"rendered":"<h4>2.7 Il Design italiano<\/h4>\n<div class=\"row has-columns two-columns podcast\">\n<div class=\"column\">\n<iframe style=\"border-radius:12px\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/1XnGytRf9uNyTstMMnt2Bf?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"><\/iframe>\n<p>Auch verf\u00fcgbar auf: <a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Amazon Music\" href=\"https:\/\/music.amazon.it\/podcasts\/ef3c35df-76e7-4ef0-acc9-34c0cb4d82ae\/episodes\/2c0990c2-02a5-4da3-883d-7b678df0036b\/italia-360%C2%B0-2-7-il-design\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amazon Music<\/a>\u00a0|\u00a0<a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Apple Podcasts\" href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/us\/podcast\/2-7-il-design\/id1700640883?i=1000680668314\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Apple Podcasts<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>Von den Wurzeln des Futurismus zum Welterfolg. Italien, vom Nachz\u00fcgler zum Protagonisten des Industriedesigns.<\/p>\n<p>Von den ersten Experimenten mit dem faschistischen Regime bis zur Behauptung des modernen Designs der Nachkriegszeit.<\/p>\n<p>Mailand, die Hauptstadt des italienischen Designs und der Architektur. Die goldenen Jahre des Designs und die Welle der Postmoderne. Heute ist das Panorama zersplittert, aber Mailand bleibt ein Bezugspunkt f\u00fcr das weltweite Design.<\/p>\n<span class=\"ep-cta-button\"style=\"text-align:left\";><a class=\"button\" href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/de\/podcast-italien\/staffel-2\/italienische-industrie\/\">N\u00e4chste Episode<span class=\"icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" role=\"img\" viewBox=\"0 0 448 512\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M443.7 266.8l-165.9 176C274.5 446.3 269.1 448 265.5 448c-3.986 0-7.988-1.375-11.16-4.156c-6.773-5.938-7.275-16.06-1.118-22.59L393.9 272H16.59c-9.171 0-16.59-7.155-16.59-15.1S7.421 240 16.59 240h377.3l-140.7-149.3c-6.157-6.531-5.655-16.66 1.118-22.59c6.789-5.906 17.27-5.469 23.45 1.094l165.9 176C449.4 251.3 449.4 260.7 443.7 266.8z\"\/><\/svg><\/span> <\/a><\/span>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2>Script &#8211; Il Design Italiano<\/h2>\n<p>Benvenuti ad una nuova puntata di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<p>Per continuare il nostro percorso sul made in Italy oggi vi voglio parlare di design italiano. In realt\u00e0, non esiste una parola italiana che possa tradurre il termine inglese design, forse perch\u00e9 il design, inteso in maniera moderna, non \u00e8 nato in Italia, ma si \u00e8 sviluppato soprattutto nel mondo anglosassone e poi, in quello tedesco. In maniera moderna, per design si intende il disegno, o meglio, la progettazione di oggetti che abbiamo delle caratteristiche estetiche di pregio, ma che possono essere prodotte facilmente in maniera industriale.<\/p>\n<p>L\u2019idea del design nasce in Inghilterra tra XVIII e XIX secolo, con l\u2019inizio dell\u2019era industriale. Con lo sviluppo dell\u2019industria, comincer\u00e0 una produzione di oggetti in serie che avevano come obiettivo quello di essere facilmente producibili ed avere un costo basso, per essere venduti diffusamente. Naturalmente, la bellezza non era l\u2019interesse principale di chi produceva questi oggetti, che spesso erano di estetica e qualit\u00e0 scadenti.<\/p>\n<p>Naturalmente, continuano ad esistere prodotti artigianali fatti a mano, di grande qualit\u00e0 e grande bellezza, ma erano riservati a pochissime persone che se lo potevano permettere. Ma, alla fine del XIX secolo, si comincia a pensare che anche gli oggetti di produzione industriale potessero avere un valore estetico e nasce un pensiero che voleva introdurre la qualit\u00e0 e l\u2019estetica della manualit\u00e0 artigianale in prodotti industriali, con l\u2019idealistico obiettivo di poter dotare di oggetti di qualit\u00e0 anche le persone che non potevano spendere in costosi prodotti fatti a mano.<\/p>\n<p>I primi esempi li abbiamo proprio in Inghilterra, grazie alle iniziative di William Morris e del suo Arts and crafts, che cercava di influenzare sia l\u2019architettura che la produzione di oggetti quotidiani, introducendo una estetica e una qualit\u00e0 artigianale negli oggetti di tutti i giorni. Se l\u2019inglese Morris \u00e8 considerato il padre del design moderno, il vero design industriale nasce in Germania, negli anni Venti del secolo scorso, grazie alla scuola creata dal grande architetto tedesco Walter Gropius che fonda la famosissima scuola Bauhaus, a Weimar.<\/p>\n<p>Con il Bauhaus, nasce veramente l\u2019idea che un prodotto industriale, per essere bello, non deve per forza imitare le antiche formule artigianali, ma che proprio i materiali moderni e le moderne tecniche di produzione possono creare oggetti bellissimi, se progettati e disegnati a partire dall\u2019idea che la realizzazione in serie e i materiali tecnologici posso produrre oggetti di qualit\u00e0. Finalmente, si d\u00e0 una dignit\u00e0 estetica anche alla modernit\u00e0 tecnologica. Dal Bauhaus ad oggi, il design segue questa filosofia: creare oggetti belli e di qualit\u00e0 che possono essere prodotti in serie, industrialmente, con i materiali e le tecnologie pi\u00f9 moderne a disposizione.<\/p>\n<p>Tutta questa introduzione mi serve per farvi capire cosa \u00e8 il design moderno, ma anche per farvi capire come si posiziona l\u2019Italia in questo settore. L\u2019Italia \u00e8 stato un paese che si \u00e8 riunificato solo alla fine del 1800 e di fatto si \u00e8 industrializzato molto in ritardo rispetto ad altri paesi europei, rimanendo fino a tardi un paese con una produzione artigianale, di qualit\u00e0, ma non industriale. E se \u00e8 vero che il design \u00e8 legato all\u2019industria, \u00e8 evidente che l\u2019Italia si \u00e8 mossa molto in ritardo nel campo del design. Questo ritardo, per\u00f2, \u00e8 stato rapidamente colmato ed in pochi decenni il design italiano \u00e8 diventato uno dei pi\u00f9 prestigiosi al mondo.<\/p>\n<p>In Italia si comincia a parlare di design con il movimento artistico del Futurismo, che agli inizi del Novecento propone una societ\u00e0 nuova, pi\u00f9 moderna e tecnologica. Gi\u00e0 nel 1915 artisti come Fortunato Depero e Giacomo Balla propongono degli oggetti per la casa dal design completamente innovativo, ispirato dalla tecnologia e dalla velocit\u00e0. Si comincia a parlare di \u201ccasa futurista\u201d dove gli oggetti di uso comune devono essere ispirati alla modernit\u00e0 e alla praticit\u00e0. Cos\u00ec, il Futurismo apre le porte al design industriale in Italia, nascono le prime esposizioni di arte e industria, dove si comincia a vedere le prime realizzazioni italiane e cominciano a circolare le idee nuove sul design.<\/p>\n<p>Le prime prove di design italiano, le vedremo soprattutto nella progettazione di auto, dato che l\u2019industria automobilistica italiana era piuttosto sviluppata in quegli anni. Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Bugatti creano auto innovative e dal disegno originale per i tempi, stimolando anche la restante industria italiana. Ma il vero, primo, grande impulso organizzato al design industriale italiano, lo abbiamo con il regime fascista.<\/p>\n<p>Uno degli obiettivi del fascismo sar\u00e0 quello di modernizzare l\u2019Italia, che era comunque un paese arretrato rispetto ad altri paesi europei, per questo il regime fece di tutto per modernizzare l\u2019industria e creare un\u2019immagine dell\u2019Italia come un paese vivace e moderno. Negli anni tra il 1925 ed il 1945, il design italiano dar\u00e0 prova di grande vivacit\u00e0, fantasia, originalit\u00e0, anche grazie al contributo di gruppi e istituzioni come la famosissima rivista di architettura e design che si chiama (perch\u00e9 esiste ancora): Domus, una specie di vangelo dell\u2019architettura in Italia.<\/p>\n<p>Il primo numero della rivista usc\u00ec il 15 gennaio 1928 ed \u00e8 sottotitolato Architettura e arredamento dell&#8217;abitazione moderna in citt\u00e0 e in campagna. L&#8217;indirizzo era di rinnovare l&#8217;architettura, l&#8217;arredamento e le arti decorative italiane. Il suo fondatore, il celebre Gio Ponti, inquadra gli obiettivi della rivista e rivendica l&#8217;importanza dell&#8217;estetica e dello stile nel campo della produzione industriale. Qualche anno prima, invece, era nata la mostra della Triennale di Milano, che ancora esiste, e che si poneva come obiettivo lo stimolo dell&#8217;interazione tra industria, mondo produttivo e arti applicate. In questa ottica, la Triennale aveva il compito di amplificatore mediatico per l&#8217;innovativo ambiente italiano, catalizzando anche il confronto tra le varie correnti che man mano andavano sviluppandosi.<\/p>\n<p>Il Fascismo era interessato a queste iniziative per potersi dare un\u2019immagine di prestigio e modernit\u00e0 e creare luoghi e istituzioni dove esibire i risultati dell\u2019industria e del design italiano per la propria propaganda. In quegli anni, emergono oggetti e designer importanti, tra i pi\u00f9 celebri ci sono le auto Fiat Balilla e Fiat Topolino, disegnate da Dante Giacosa, due macchine che hanno fatto la storia della motorizzazione in Italia per le loro linee innovative. Oppure, tutti i prodotti della Olivetti, come le macchine da scrivere e calcolatrici, disegnate dal genio di Marcello Nizzoli, fatte di eleganza e praticit\u00e0.<\/p>\n<p>E poi tutta l\u2019importantissima industria dei radioricevitori, ricordiamoci che all\u2019epoca nessuno aveva la televisione, ma tutti avevano la radio, un\u2019industria che ha prodotto oggetti di culto disegnati da Figini e Pollini, Caccia Dominioni, Pier Giacomo Castiglioni, Franco Albini, che hanno realizzato i pi\u00f9 begli apparecchi radiofonici d\u2019Europa. Molti di questi designer, citati, venivano dalle fila degli architetti razionalisti e infatti lo stile razionalista \u00e8 uno stile architettonico che si sviluppa proprio in quegli anni, dove si cercava di unire bellezza, razionalit\u00e0 e modernit\u00e0 con una tecnica di qualit\u00e0. E questo influenzer\u00e0 anche il design di interni, dell\u2019arredo e dei prodotti industriali in generale. Famosissimi sono gli architetti Giuseppe Terragni, Ignazio Gardella, Marcello Piacentini, Angelo Mazzoni e chi di voi conosce Firenze avr\u00e0 sicuramente visto la sua stazione centrale, del 1933, realizzata dal famoso architetto Giovanni Michelucci, che \u00e8 considerata uno dei capolavori del razionalismo italiano.<\/p>\n<p>In quegli anni, il regime fascista \u00e8 impegnato anche a liberarsi dalle importazioni di materie prime dall\u2019estero e l\u2019industria si concentra sulla ricerca di materiali che possano essere prodotti con materie prime italiane. In questo panorama di autarchia, nascono delle materie interessantissime anche per il design, come nuove plastiche, nuovi tipi di vetri, nuove fibre tessili che verranno impiegate per produrre oggetti completamente innovativi.<\/p>\n<p>Con la fine della seconda guerra mondiale, si entra in un mondo tutto nuovo. Con il maggiore benessere e la possibilit\u00e0 degli italiani di spendere sempre pi\u00f9, l\u2019industria produrr\u00e0 sempre pi\u00f9 oggetti che avranno bisogno di un design nuovo e accattivante. Sono gli anni in cui nascono la Vespa, la Fiat 500, le Ferrari, le macchine Olivetti e tutta una serie di oggetti di uso comune, dalla Moka Bialetti agli elettrodomestici, fino alla moda, che hanno cominciato a rendere il design italiano famoso nel mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo momento che Milano comincia diventare la capitale del design italiano, anche qui partendo dall\u2019architettura e dagli studi di architettura che cominciano a progettare la Milano moderna, una citt\u00e0 che era stata molto distrutta dalla seconda guerra e che aveva bisogno di essere ricostruita. Infatti, possiamo dire che il progetto che segna la rinascita di Milano dopo i bombardamenti \u00e8 il famosissimo grattacielo chiamato \u201cTorre Velasca\u201d dello studio BBPR, inaugurato nel 1957 e che irrompe nello skyline della citt\u00e0 aprendo le porte alla modernit\u00e0 post-bellica. E poi, qualche anno pi\u00f9 tardi, sempre importantissimo, il grattacielo Pirelli, progettato da Gio Ponti, un\u2019icona dell\u2019architettura e del design italiano per molti decenni.<\/p>\n<p>Da quel momento, Milano diventa il centro dell\u2019architettura e del design. I pi\u00f9 grandi designer d\u2019Italia, che spesso erano anche architetti, lavorano a Milano. E ancora oggi, con l\u2019Istituzione della Triennale e con il famosissimo Salone del Mobile, Milano rimane un riferimento per il design europeo. I nomi pi\u00f9 famosi sono Aldo Rossi, Vittorio Gregotti, Gabetti e Isola, Gae Aulenti, Achille Castiglione, Ettore Sottsass, Vico Magistretti, Enzo Mari e tanti altri nomi, che forse vi dicono poco, ma sono sicuro che moltissimi degli oggetti che hanno disegnato, li conoscete. Andate a vedere su internet, sono certo che ne riconoscerete molti.<\/p>\n<p>Tutti questi nomi sono legati a Milano e alle industrie milanesi, come Flos, Kartell, Driade, Artemide, che hanno utilizzato questi designer per le loro produzioni. Ma negli anni Settanta e Ottanta, si crea un filone di designer pi\u00f9 estremi e radicali, che cercavano soluzioni pi\u00f9 creative, artistiche e originali, quasi trasgressive. Un design che vuole staccarsi dalle esigenze dell\u2019industria e della produzione. In questo caso, nascono interessanti studi di architettura e design in altre citt\u00e0 d\u2019Italia, come a Firenze, dove si sviluppa la cosiddetta \u201carchitettura radicale\u201d e nascono gli studi pi\u00f9 originali del momento come Ufo, Archizoom, Superstudio, e lavorano architetti e designer come Gianni Pettena, Andrea Branzi, Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia.<\/p>\n<p>Da queste esperienze, emergeranno architetti come Gaetano Pesce, Alessandro Mendini e altri studi come Studio Dada e Alchimia che daranno vita al cosiddetto \u201cdesign postmoderno\u201d, un design fatto di colori accesi, forme bizzarre al limite della praticit\u00e0, allegria e divertimento nell\u2019uso degli oggetti. Quelli di cui vi ho parlato sono stati gli anni d\u2019oro del design italiano, oggi il panorama in Italia \u00e8 meno interessante, pi\u00f9 frammentato e omologato, ma Milano, con la sua settimana del Salone del Mobile, continua ad essere uno dei centri pi\u00f9 famosi in Europa per vedere gli ultimi sviluppi del design in Italia nel mondo.<\/p>\n<h4>Approfondimento linguistico<\/h4>\n<p>Approfondiamo alcuni termini di questa puntata sul design italiano. Abbiamo parlato di artigianato. Per artigianato si intende un\u2019attivit\u00e0 lavorativa in cui oggetti utili e\/o decorativi sono fatti completamente a mano da lavoratori specializzati, gli artigiani, che attraverso alcuni strumenti e attrezzi pi\u00f9 o meno semplici, a volte anche meccanici, realizzano prodotti che sono dei pezzi unici.<\/p>\n<p>Abbiamo poi accennato alla riunificazione d\u2019Italia. Per chi non lo sapesse, l\u2019Italia \u00e8 stato un paese diviso in moltissimi piccoli stati, che a seguito di una serie di iniziative, sia popolari che diplomatiche, ed anche da tre guerre dette \u201cguerre d\u2019indipendenza\u201d, si \u00e8 riunita in un unico stato nel 1861, sotto il governo dei reali della famiglia Savoia di Torino.<\/p>\n<p>Quando invece parliamo di futurismo, intendiamo un movimento artistico nato in Italia e considerato una delle prime avanguardie artistiche del Novecento. Il futurismo si sviluppa con l\u2019obiettivo di rinnegare tutto quello che era la tradizione e il passato artistico e culturale italiano, e proiettarsi verso il futuro, fatto di tecnologia, modernit\u00e0, velocit\u00e0 e valorizzando tutte quelle forme espressive nuove, come la fotografia, il cinema e la performance teatrale.<\/p>\n<p>Quando invece citiamo il postmoderno, si intende un movimento culturale e artistico nato essenzialmente nell\u2019ambito dell\u2019architettura, che invece vuole superare il funzionalismo dell\u2019architettura moderna, e ritornare a forme espressive e stili che recuperano il decorativismo del passato, ricorrendo spesso all\u2019ironia e anche al kitsch.<\/p>\n<p>Vi ringrazio, ancora una volta, per avermi seguito e vi aspetto ad una nuova puntata di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Written and produced by\u00a0<a href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/maurizio-faggi\/\">Maurizio Faggi<\/a>, teacher of Italian and art history.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2.7 Il Design italiano Script &#8211; Il Design Italiano Benvenuti ad una nuova puntata di Italia 360\u00b0 di Europass. 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