{"id":10462,"date":"2024-09-17T11:18:15","date_gmt":"2024-09-17T10:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/?page_id=10462"},"modified":"2024-12-02T12:22:08","modified_gmt":"2024-12-02T11:22:08","slug":"vespa-500","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/podcast-italia\/stagione-2\/vespa-500\/","title":{"rendered":"2.1 La Vespa e la 500"},"content":{"rendered":"<h4>2.1 La Vespa e la 500<\/h4>\n<div class=\"row has-columns two-columns podcast\">\n<div class=\"column\">\n<iframe style=\"border-radius:12px\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/58mP6OfAmSd5Y3fIQ35jQr?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"><\/iframe>\n<p>Disponibile anche su:\u00a0<a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Amazon Music\" href=\"https:\/\/music.amazon.it\/podcasts\/ef3c35df-76e7-4ef0-acc9-34c0cb4d82ae\/episodes\/d864d7d4-a074-4bca-bae7-3ceb78beb4ee\/italia-360%C2%B0-2-1-la-vespa-e-la-500\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amazon Music<\/a>\u00a0|\u00a0<a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Apple Podcasts\" href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/us\/podcast\/2-1-la-vespa-e-la-500\/id1700640883?i=1000669798872\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Apple Podcasts<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>Esploriamo il periodo del boom economico degli anni &#8217;50 e &#8217;60, quando l&#8217;Italia cre\u00f2 oggetti iconici del made in Italy.<\/p>\n<p>La Vespa, nata nel 1946, fu un successo internazionale con il suo design moderno e praticit\u00e0. Nel 1957, la Fiat lanci\u00f2 la Nuova Cinquecento, un&#8217;auto economica e stilosa che divenne un&#8217;icona di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Questi oggetti riflettono l&#8217;ingegno e la creativit\u00e0 italiani del dopoguerra.<\/p>\n<span class=\"ep-cta-button\"style=\"text-align:left\";><a class=\"button\" href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/podcast-italia\/stagione-2\/moka-lettera22\/\">Ascolta il prossimo episodio<span class=\"icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" role=\"img\" viewBox=\"0 0 448 512\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M443.7 266.8l-165.9 176C274.5 446.3 269.1 448 265.5 448c-3.986 0-7.988-1.375-11.16-4.156c-6.773-5.938-7.275-16.06-1.118-22.59L393.9 272H16.59c-9.171 0-16.59-7.155-16.59-15.1S7.421 240 16.59 240h377.3l-140.7-149.3c-6.157-6.531-5.655-16.66 1.118-22.59c6.789-5.906 17.27-5.469 23.45 1.094l165.9 176C449.4 251.3 449.4 260.7 443.7 266.8z\"\/><\/svg><\/span> <\/a><\/span>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2>Script &#8211; La Vespa e la 500<\/h2>\n<p>Benvenuti a tutti in questa nuova serie di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<p>Nelle prossime puntate vorrei parlarvi di tutti quegli oggetti, prodotti, marchi che hanno creato il mito del <em>made in Italy<\/em>, un termine che evoca bellezza, qualit\u00e0 e originalit\u00e0 in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Per fare questo, voglio partire iniziando a parlare del secondo dopoguerra, la cosiddetta epoca del \u201cmiracolo economico\u201d o del \u201cboom economico\u201d quando l\u2019Italia, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ha avuto una crescita economica esponenziale.<\/p>\n<p>Finalmente, con la conclusione della seconda guerra mondiale, un nuovo benessere invade il Paese, ed \u00e8 in questo clima di entusiasmo economico, ma anche sociale e culturale, che l\u2019Italia ha creato oggetti e settori commerciali che sono diventati delle vere e proprie icone internazionali. Basta pensare alla moda e al design italiano, ma anche a prodotti famosissimi come la Nutella Ferrero, o a marchi commerciali come Fiat,\u00a0 Barilla e Ferrari. Per non parlare di oggetti mitici come la Cinquecento e la Vespa. Tutte cose che si sono sviluppate durante gli anni del boom economico grazie alla fantasia, all\u2019originalit\u00e0 e all\u2019imprenditorialit\u00e0 degli italiani che volevano lasciarsi alle spalle la devastazione della guerra e volevano costruire un mondo migliore fatto di bellezza e bont\u00e0.<\/p>\n<p>Nel secondo dopoguerra, l\u2019Italia era un paese distrutto e povero. Il cinema neorealista \u00e8 stato testimone e documento di questa realt\u00e0 difficilissima. Guardando un film qualsiasi di quegli anni, si vede un\u2019Italia distrutta, affamata, senza pi\u00f9 infrastrutture, come ferrovie e strade. L\u2019unico mezzo di trasporto che poteva essere utilizzato era la bicicletta: un oggetto preziosissimo nella vita quotidiana.<\/p>\n<p>Basta, infatti, vedere il film premio Oscar \u201cLadri di biciclette\u201d, di Vittorio De Sica, per capire l\u2019importanza della bicicletta nell\u2019Italia di quegli anni. Evidentemente la bici era un mezzo di trasporto indispensabile in un\u2019Italia senza strade asfaltate, ma via via che si ricostruiscono vecchie e nuove vie comodamente praticabili, il sogno di ogni italiano \u00e8 quello di avere un mezzo di trasporto a motore: una moto o un\u2019automobile.<\/p>\n<p>L\u2019idea della velocit\u00e0 di un mezzo di trasporto a motore era anche la metafora della velocit\u00e0 verso un futuro migliore, al quale tutti gli italiani aspiravano fiduciosamente. Ma la situazione economica non permetteva il possesso di nessun mezzo a motore per la stragrande parte degli italiani, ma soprattutto, l\u2019industria, devastata dalla guerra, non aveva pi\u00f9 le potenzialit\u00e0 di produrre dei mezzi di trasporto moderni e affidabili.<\/p>\n<p>Ma la forza di volont\u00e0 e l\u2019ingegno non mancarono agli italiani del dopoguerra, e infatti, gi\u00e0 nel 1946, l\u2019azienda Piaggio deposita il brevetto di un motoscooter di facile produzione, dalle linee moderne e accattivanti, e dal prezzo di vendita economico, in modo da poter avere la maggior diffusione possibile. La Piaggio era una fabbrica che produceva aerei e mezzi militari, marini e terrestri, una fabbrica strategica durante la guerra, ma che con la pace aveva bisogno di riconvertirsi ad una produzione civile. Era per\u00f2 un\u2019azienda con un grande <em>know-how<\/em> ingegneristico di prima qualit\u00e0. e per gli ingegneri di questa grande azienda progettare e realizzare un nuovo mezzo di trasporto fu piuttosto facile. Infatti, dopo aver brevettato il modello nel 1946, nello stesso anno nasce la produzione della mitica Vespa il motoscooter pi\u00f9 famoso del mondo.<\/p>\n<p>Il nome Vespa, usato in tutto il mondo come sinonimo di piccola moto, secondo la leggenda \u00e8 stato dato proprio dal proprietario della fabbrica Enrico Piaggio che, quando vede il prototipo della piccola moto esclama: \u201csembra una vespa!\u201d<\/p>\n<p>Per chi non lo sapesse, la vespa \u00e8 quell\u2019insetto giallo e nero, <em>wasp<\/em> in inglese, che, effettivamente, assomiglia ai primi modelli della moto vespa.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 del progetto era che la carrozzeria era autoportante, che non aveva bisogno del telaio e la ruota di trazione era direttamente connessa al cambio. Queste soluzioni rendono la moto molto pi\u00f9 facile da produrre e pi\u00f9 economica. Ma l\u2019idea geniale che la far\u00e0 amare dal grande pubblico sar\u00e0 che il motore \u00e8 completamente ricoperto e nascosto dalla carrozzeria. Questo eviter\u00e0 uno dei tipici problemi delle moto di quegli anni, ovvero, che il motore sporcava i motociclisti. Poter usare una moto senza sporcarsi sar\u00e0 apprezzatissimo da tutti, soprattutto dalle donne, che potevano andare in moto anche con la gonna, senza rischi, perch\u00e9 si potevano sedere con i piedi poggiati sulla pedanina, come su una normale sedia, e con la carenatura che proteggeva dal vento. Grazie a queste innovazioni, il successo \u00e8 assicurato!<\/p>\n<p>Il prezzo iniziale era di 55.000 lire per il modello base e di 61.000 lire per quello \u201cdi lusso\u201d, non era proprio economicissimo se si pensa che gli stipendi erano intorno alle 12.000 lire al mese in quegli anni. Ma la possibilit\u00e0 di pagare a rate e soprattutto la voglia di possedere questo simbolo di rinascita e di riscatto sociale far\u00e0 salire le vendite in maniera incredibile.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1956, la Piaggio aveva prodotto un milione di Vespa e in tutto il modo si producevano Vespa su licenza della Piaggio. Un successo internazionale, forse il primo vero successo internazionale del <em>made in Italy<\/em>.<\/p>\n<p>Di questo piccolo miracolo, ne parlano in tutto il mondo. Anche un giornale come il Times, ne parla come di un prodotto veramente italiano, come le bighe dell\u2019antica Roma.<\/p>\n<p>La consacrazione mondiale della Vespa avviene nel 1953, quando i mitici divi del cinema hollywoodiano Gregory Peck e Audrey Hepburn girano a Roma il film \u201cVacanze romane\u201d, dove c\u2019\u00e8 una famosissima e divertentissima scena dove i protagonisti girano per Roma su una Vespa facendo danni per tutta la citt\u00e0. Se non avete visto questo film, vi consiglio di vedere almeno <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Nq5HigykHGA\">questa scena<\/a> su YouTube: \u00e8 veramente un classico della commedia americana degli anni Cinquanta.<\/p>\n<p>Naturalmente, dopo questo successo, nascono le inevitabili imitazioni, la pi\u00f9 famosa delle quali \u00e8 la Lambretta, il principale motoscooter concorrente della Vespa. La Lambretta \u00e8 stata prodotta fino al 1972, con un discreto successo, ma la Vespa \u00e8 ancora oggi una dei moto scooter pi\u00f9 di successo e dei venduti al mondo. Pensate che ormai, nello stabilimento toscano di Pontedera, vicino a Pisa, dove da sempre nasce la Vespa, sono state prodotte sedici milioni di esemplari.<\/p>\n<p>Il successo di questa piccola moto \u00e8 stato anche quello di essersi sempre aggiornato negli anni, sia nella meccanica, che nello stile, senza mai dimenticare la sua linea originale. Oggi ci sono tantissime versioni della Vespa compresi modelli elettrici. Dopo quasi ottant\u2019anni, la Vespa \u00e8 ancora un oggetto dei desideri per molte persone, un vero mito del <em>made in Italy<\/em>.<\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 detto, con gli anni Cinquanta, l\u2019economia cresce enormemente, il benessere \u00e8 sempre pi\u00f9 diffuso in Italia, l\u2019uso dei mezzi di trasporto a motore sempre pi\u00f9 popolare. \u00c8 arrivato dunque il momento di costruire una grande autostrada che colleghi il nord ed il sud della penisola. Cos\u00ec, nel 1956, vengono iniziati i lavori di quella che sar\u00e0 la pi\u00f9 importante infrastruttura italiana di quegli anni: l\u2019autostrada del Sole, la mitica A1, che collegher\u00e0 Milano a Napoli, attraverso quasi 800 chilometri di asfalto. Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, le pi\u00f9 grandi citt\u00e0 italiane sono connesse tra loro con una strada che all\u2019epoca sar\u00e0 all\u2019avanguardia ingegneristica. Pensate che solo il tratto Bologna-Firenze ha pi\u00f9 di 40 ponti e decine di gallerie. Una strada che \u00e8 ancora oggi la spina dorsale delle comunicazioni in Italia. Dunque, non \u00e8 un caso che, l\u2019anno successivo, nel 1957, la pi\u00f9 importante fabbrica di auto italiana, la torinese FIAT, presenti quello che \u00e8 stato uno dei suoi modelli di maggiore gradimento, un\u2019auto iconica che ha fatto la storia della motorizzazione in Italia e non solo: la Nuova Fiat 500!<\/p>\n<p>La 500 \u00e8 una cosiddetta &#8220;superutilitaria&#8221;, ovvero una macchina piccola di dimensioni e di cilindrata, adatta soprattutto ad un uso urbano. Ma la Fiat 500 \u00e8 stata pi\u00f9 di una utilitaria. \u00c8 stata la macchina che ha motorizzato gli italiani, che ha permesso ai meno ricchi di avere un\u2019auto con la quale spostarsi per tutto il paese. Ha messo in comunicazione persone e luoghi che prima erano stati isolati da tutto, \u00e8 stata la macchina che ha motorizzato le donne e i giovani. Un\u2019auto comprata dagli operai, ma amata anche dai ricchi, perch\u00e9 \u00e8 sempre stata un\u2019auto dalla grande personalit\u00e0, nonostante le sue dimensioni che oggi ci sembrano incredibilmente piccole.<\/p>\n<p>Come per la Vespa, quello della 500 \u00e8 un progetto innovativo, dove l\u2019obiettivo principale era quello di avere una macchina semplice, funzionale, affidabile dai bassi costi di manutenzione e facilmente realizzabile, per abbassare il pi\u00f9 possibile i costi di produzione e favorire la vendita. La 500 raggiunge in pieno in questi obiettivi, ma aggiunge qualcosa che va oltre la tecnica ed il prezzo: uno stile, una linea, una forma originale ed accattivante che la rende subito un oggetto desiderato da tutti, un\u2019icona di design italiano riconosciuto nel mondo.<\/p>\n<p>Uno dei motivi del successo della 500 era anche il fatto di avere il tetto apribile, che di fatto la rendeva una specie di piccola cabriolet che dava ancora di pi\u00f9 il senso di libert\u00e0. Ancora oggi, quando vediamo una 500, proviamo subito un senso di simpatia e ci viene da sorridere. E\u2019 un\u2019auto che fa allegria, che d\u00e0 leggerezza e voglia di spensieratezza, \u00e8 il giocattolo che tutti vorremmo per sentirsi liberi. Forse, \u00e8 stato proprio questo fattore psicologico ed emozionale che ha reso la Fiat 500 cos\u00ec popolare per decenni. Infatti, la Fiat 500 \u00e8 stata prodotta per venti anni, dal 1957 al 1977, ed \u00e8 stata una delle auto pi\u00f9 vendute in Italia e non solo: con quasi cinque milioni e mezzo di auto vendute, rimane uno dei best seller della Fiat.<\/p>\n<p>Naturalmente, con il successo nascono delle nuove versioni, come la 500 giardinetta, una specie di station wagon usata soprattutto da chi aveva bisogno di un mezzo per il lavoro, oltre a varie versioni special pi\u00f9 accessoriate, o allestimenti sportivi che partecipano anche a delle competizioni di rally.<\/p>\n<p>In quegli anni, come al solito, nascono modelli che cercano di imitare la Fiat 500, come la celebre Bianchina della industria Bianchi, un modello che si mette in concorrenza con la 500 per prezzo e spazi, ma che non otterr\u00e0 mai il grande successo della macchina della Fiat.<\/p>\n<p>Nel 1991, quattordici anni dopo la scomparsa dello storico modello, la Fiat ripropone la 500 con una carrozzeria e una motorizzazione completamente nuove. Un modello molto anonimo che non avr\u00e0 molto successo e la cui produzione verr\u00e0 interrotta dopo pochi anni.<\/p>\n<p>Nel frattempo, in Italia e nel mondo, nascono tantissimi fan club della 500 che ogni anno si ritrovano in decine di raduni in tutta Italia e nel resto del mondo. Questo conferma che il mito della piccola utilitaria degli anni Cinquanta non \u00e8 mai morto, anzi, gli appassionati sono sempre cresciuti negli anni.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 di questo grande amore mai sopito, la Fiat programma la grande rinascita della 500 a partire dal 2007, quando propone un nuovissimo modello che si ispira nelle forme e nello stile direttamente alla 500 nata cinquanta anni prima. Le stesse linee curve, la stessa estetica, lo stesso design, ma in un\u2019auto dalle proporzioni adeguate ai nostri tempi, con soluzioni tecniche moderne. Questo modello avr\u00e0 un successo incredibile in Italia e all\u2019estero, incluso negli Stati Uniti che tradizionalmente non hanno mai amato le auto della Fiat, che trovavano troppo poco americane. Ma l\u2019aria simpatica e soprattutto molto trendy della 500 moderna ha appassionato anche oltreoceano.<\/p>\n<p>Nonostante le numerose nuovissime 500 che sono state vendute, ancora oggi in Italia \u00e8 possibile vedere le vecchie 500 degli anni Cinquanta viaggiare per le strade e ogni volta ti strappano un sorriso per le sue dimensioni e per il design ancora originale.<\/p>\n<p>Vespa e 500: due modi innovativi di viaggiare italiano.<\/p>\n<p>In questa puntata dedicata alla Vespa Piaggio\u00a0e alla Fiat 500, abbiamo citato le bighe romane. Le bighe erano una sorta di mezzo di trasporto dotati di due ruote e trainati da una coppia di cavalli. Se i cavalli erano quattro era detta quadriga. Veniva usata dai romani, ma anche dai greci e dagli egizi, non era un vero e proprio mezzo di trasporto ma un cocchio da parata o da competizione.<\/p>\n<p>Abbiamo visto che la vespa aveva una pedanina e una carenatura. Per pedanina si intende un supporto sul quale si possono poggiare i piedi. La carenatura \u00e8 invece una parola che viene dal latino <em>carina <\/em>che era il guscio di una noce. La carenatura \u00e8 dunque un guscio, un rivestimento, che ricopre il telaio di navi, aerei e motociclette con l\u2019obiettivo di riparare, proteggere e rendere il mezzo aerodinamico, come appunto sulla Vespa Piaggio.<\/p>\n<p>Vi ringrazio di avermi ascoltato, spero di avervi interessato. Vi aspetto alla prossima puntata di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<p>A presto!<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Scritto e prodotto da<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/maurizio-faggi\/\">Maurizio Faggi<\/a>, insegnante di italiano e storia dell\u2019arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2.1 La Vespa e la 500 Script &#8211; La Vespa e la 500 Benvenuti a tutti in questa nuova serie di Italia 360\u00b0 di Europass. 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