{"id":10676,"date":"2024-10-01T09:25:20","date_gmt":"2024-10-01T08:25:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/?page_id=10676"},"modified":"2024-12-02T12:22:03","modified_gmt":"2024-12-02T11:22:03","slug":"moka-lettera22","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/podcast-italia\/stagione-2\/moka-lettera22\/","title":{"rendered":"2.2 La Moka e la Lettera 22"},"content":{"rendered":"<div class=\"row has-columns two-columns podcast\">\n<div class=\"column\">\n<iframe style=\"border-radius:12px\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/3zUw5u28sc38Du0S87QiEj?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"><\/iframe>\n<p>Disponibile anche su:\u00a0<a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Amazon Music\" href=\"https:\/\/music.amazon.it\/podcasts\/ef3c35df-76e7-4ef0-acc9-34c0cb4d82ae\/episodes\/c46bb336-6afd-4dac-a589-c2e7a92a0faf\/italia-360%C2%B0-2-2-la-moka-e-la-lettera-22\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amazon Music<\/a>\u00a0|\u00a0<a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Apple Podcasts\" href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/us\/podcast\/2-2-la-moka-e-la-lettera-22\/id1700640883?i=1000671392408\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Apple Podcasts<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>La Moka, nata nel 1933, ha conquistato gli italiani ed \u00e8 presente in quasi tutte le case del paese.<\/p>\n<p>La Lettera 22, lanciata nel 1950, ha rivoluzionato il mondo delle macchine da scrivere, grazie al suo design innovativo e pratico.<\/p>\n<p>Entrambi gli oggetti sono diventati simboli del made in Italy nel mondo.<\/p>\n<span class=\"ep-cta-button\"style=\"text-align:left\";><a class=\"button\" href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/podcast-italia\/stagione-2\/moda-italiana\/\">Ascolta il prossimo episodio<span class=\"icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" role=\"img\" viewBox=\"0 0 448 512\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M443.7 266.8l-165.9 176C274.5 446.3 269.1 448 265.5 448c-3.986 0-7.988-1.375-11.16-4.156c-6.773-5.938-7.275-16.06-1.118-22.59L393.9 272H16.59c-9.171 0-16.59-7.155-16.59-15.1S7.421 240 16.59 240h377.3l-140.7-149.3c-6.157-6.531-5.655-16.66 1.118-22.59c6.789-5.906 17.27-5.469 23.45 1.094l165.9 176C449.4 251.3 449.4 260.7 443.7 266.8z\"\/><\/svg><\/span> <\/a><\/span>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2>Script &#8211; La Moka e la Lettera 22<\/h2>\n<p>Benvenuti ad una nuova puntata di Italia 360\u00b0 il podcast di Europass.<br \/>\nOggi, continuiamo il nostro viaggio tra gli oggetti che hanno fatto la storia del design made in Italy. Iniziamo parlando di un oggetto veramente iconico da quasi un secolo: la caffettiera Moka della Bialetti. Poi parleremo di un altro oggetto mitico del design italiano: la macchina da scrivere Lettera 22 della Olivetti.<\/p>\n<p>Tutti quelli che hanno visitato l&#8217;Italia conosceranno la caffettiera Moka Bialetti, questo oggetto di alluminio dalla caratteristica linea, la forma ottagonale ed il manico nero in plastica, che \u00e8 presente nella quasi totalit\u00e0 delle case italiane. \u00c8 il modo pi\u00f9 semplice e veloce di preparare un buon caff\u00e8 in casa e per gli italiani \u00e8 sinonimo non solo di buon caff\u00e8, ma di tutto quello che profuma di casa, famiglia, comfort zone.<\/p>\n<p>Per capire quanto questo oggetto sia popolare in Italia e non solo, posso dirvi che da una recente statistica oltre il 90% degli italiani possiede una caffettiera moka Bialetti e che fino a oggi ne sono state prodotte quasi 110 milioni di pezzi! Direi un prodotto veramente di successo. Ma cos\u2019\u00e8 la caffettiera moka della Bialetti? Prima di tutto parliamo di chi l\u2019ha inventata: Alfonso Bialetti. Alfonso Bialetti era un piccolo imprenditore nel campo della fusione dell\u2019alluminio, che aveva aperto una piccola fonderia nel 1919 in Piemonte.<\/p>\n<p>Nel 1933, ispirandosi ad uno strano oggetto che la moglie usava per preparare l\u2019acqua calda saponata per fare il bucato, Alfonso Bialetti ha l\u2019idea di realizzare nella sua fonderia una caffettiera in alluminio ad uso casalingo, che sostituisse la pi\u00f9 usata caffettiera del tempo, che era la cosiddetta caffettiera napoletana. La diffusissima caffettiera napoletana, per ottenere un caff\u00e8 casalingo, usava un sistema per filtraggio, facendo passare l\u2019acqua calda da una sezione della caffettiera ad un&#8217;altra, attraverso un filtro pieno di polvere di caff\u00e8. Ancora oggi, c\u2019\u00e8 chi sostiene che il caff\u00e8 preparato con questo tipo di caffettiera sia ottimo, ma l\u2019invenzione di Alfonso Bialetti cambier\u00e0 per sempre le abitudini degli italiani nella preparazione del caff\u00e8 in casa.<\/p>\n<p>La Caffettiera Moka \u00e8 formata da due parti che si compongono una sopra l\u2019altra, nella parte bassa si mette l\u2019acqua, poi si mette un filtro, che con un tubicino va a \u201cpescare\u201d nell\u2019acqua del contenitore basso, il filtro si riempie di polvere di caff\u00e8 e poi sopra si avvita la parte superiore, dove si raccoglie il caff\u00e8 pronto da bere. Tutto questo va messo sul fuoco, e quando l\u2019acqua bolle, la pressione spinge l\u2019acqua stessa lungo il tubicino, attraversa la polvere di caff\u00e8 nel filtro, ed emerge e si raccoglie nella parte alta della caffettiera, pronto per essere versato nelle tazzine. Un&#8217;idea semplice e geniale nello stesso tempo, tanto che, dal 1933 ad oggi, gli italiani continuano ad usare questa caffettiera per fare il caff\u00e8 in casa.<\/p>\n<p>Il successo di questa caffettiera, o macchinetta del caff\u00e8, come si dice in molte parti di Italia, sta proprio in questo suo essere semplice e pratica, nel suo basso costo, nel buon caff\u00e8 che riesce a fare e nella sua linea assolutamente caratteristica che non \u00e8 mai cambiata in novanta anni di vita, una forma cos\u00ec iconica che \u00e8 esposta anche al museo MoMa di New York.<\/p>\n<p>Il nome della caffettiera Moka viene dalla citt\u00e0 di Mokha, nello Yemen, che \u00e8 una citt\u00e0 famosa per la sua produzione di caff\u00e8. La particolarit\u00e0 della Moka Bialetti \u00e8 quella che si pu\u00f2 comprare in tante diverse misure, per le esigenze di ogni famiglia. Infatti, si possono trovare caffettiere Moka da una a diciotto tazze. E quando in Italia diciamo tazze, intendiamo non le tazze grandi, come quelle che si usano per il caff\u00e8 americano, ma le tazzine da caff\u00e8, quelle piccole, che si usano per il caff\u00e8 espresso. Infatti, in Italia, nessuno si sognerebbe mai di bere un caff\u00e8 in una tazza grande. Ma la Moka non \u00e8 solo un oggetto da vedere e da usare, ma anche da sentire.<\/p>\n<p>Infatti, il rumore che fa il caff\u00e8 quando esce dal beccuccio e scende nella caffettiera \u00e8 assolutamente tipico, una specie di borbottio gorgogliante, un po\u2019 sgraziato, ma che \u00e8 uno dei rumori pi\u00f9 comuni in tutte le case italiane. Infatti, la Moka Bialetti, in Italia, non \u00e8 solo una caffettiera, ma, come vi dicevo prima, \u00e8 sinonimo di tutto quello che fa veramente casa e famiglia, \u00e8 la comfort zone di tutte le persone italiane. La moka \u00e8 quell\u2019oggetto che tutti abbiamo in casa, \u00e8 una forma familiare, il rumore metallico che fa quando la si usa \u00e8 comune a tutti, il suono del caff\u00e8 che esce \u00e8 una gioia per le orecchie e dopo il rumore il profumo di caff\u00e8 appena fatto che si sparge per casa \u00e8 il piacere della colazione che s\u2019avvicina, o il godimento dell\u2019ultimo momento di pace, dopo il pranzo, prima di alzarsi da tavola.<\/p>\n<p>La Moka \u00e8 il primo oggetto che metti nelle scatole prima di un trasloco e che ti porti dietro in una vacanza in campeggio. \u00c8 quell\u2019oggetto indispensabile per dare alla vita quotidiana un piccolo piacere: per questo per gli italiani la Moka \u00e8 qualcosa che va oltre l\u2019oggetto in se, \u00e8 un atto esistenziale! Forse sto un po\u2019 esagerando, ma non troppo.<\/p>\n<p>Alla Moka, poi, sono legati una serie di riti considerati indispensabili per fare un buon caff\u00e8 e che tutti gli italiani conoscono, per esempio non si deve mai lavare la caffettiera con il sapone per i piatti, ma solo con acqua, e soprattutto mai lavarla in lavastoviglie, si rischia che l\u2019aroma del sapone rimanga attaccato al metallo e alteri il sapore del caff\u00e8. Quando si mette la polvere di caff\u00e8 nel filtro mai pressarla troppo, questo non permetterebbe all\u2019acqua di passare agevolmente tra la polvere di caff\u00e8 per prendere gli aromi. Alcuni poi fanno nella polvere di caff\u00e8 gi\u00e0 pressata nel filtro tre buchetti con uno stuzzicadenti, si dice che il caff\u00e8 viene pi\u00f9 buono.<\/p>\n<p>Poi, prima di versare il caff\u00e8 pronto nella tazza, va mescolato, quando \u00e8 ancora nella caffettiera, per miscelare meglio gli aromi, e poi versare il caff\u00e8 pronto nella tazzina quando il caff\u00e8 \u00e8 ancora caldissimo. Per finire, mai lasciare raffreddare il caff\u00e8 dentro la Moka e soprattutto mai riscaldare il caff\u00e8 raffreddato dentro la caffettiera rimettendola sul fornello!<\/p>\n<p>Dunque, se volete fare un vero caff\u00e8 in casa, comprate una caffettiera Moka Bialetti e seguite tutte le mie istruzioni.<\/p>\n<p>Dopo un buon caff\u00e8, vi voglio portare in un mondo completamente diverso, nel mondo del lavoro, ma un lavoro bello, bello nel senso di poter lavorare con begli oggetti. Oggi, in tutti gli uffici del mondo, si scrive con dei computer, spesso oggetti di poco valore estetico, ma fino a qualche decennio fa, si usavano le macchine da scrivere, e anch\u2019esse erano degli oggetti molto utili, ma non sempre belli.<\/p>\n<p>Ma nel 1950, la famosa societ\u00e0 Olivetti mette sul mercato quella che \u00e8 considerato uno dei masterpiece del design italiano: la macchina da scrivere Lettera 22. Forse, molti di voi non sanno cos\u2019\u00e8, per questo vi invito ad andare a cercarla su internet, potrebbe essere una sorpresa. \u00c8 stata una macchina da scrivere portatile rivoluzionaria: facilmente trasportabile, leggera, praticissima, veloce a dalla forma morbida ed essenziale, che non dava un senso di oggetto meccanico, ma di un oggetto confortevole da vedere, toccare, usare.<\/p>\n<p>Queste qualit\u00e0 l\u2019hanno fatta diventare subito un mito, soprattutto per chi aveva bisogno di una macchina da scrivere pratica da trasportare, come giornalisti o scrittori che viaggiavano molto e che volevano darsi anche un\u2019aria figa, per il design moderno che questa macchina aveva.<\/p>\n<p>Infatti, \u00e8 stata la macchina da scrivere di famosissimi giornalisti italiani, come Indro Montanelli o Oriana fallaci, che sono stati reporter di importanti giornali italiani in giro per tutto il mondo, anche in zone di guerra. Questo fa capire quanto la Lettera 22 fosse una macchina leggera e pratica.<\/p>\n<p>Ma non solo giornalisti, la Lettera 22 era anche la macchina da scrivere dello scrittore premio Nobel Ernest Hemingway, un americano che apprezzava quest\u2019oggetto tutto italiano. E infatti, nel 1959, l&#8217;Illinois Institute of Technology considera la Lettera 22 il miglior prodotto di design del secolo, ed \u00e8 inoltre esposta nella collezione permanente di design del Museum of Modern Art di New York. Questo per farvi capire come anche negli Stati Uniti la Lettera 22 fosse un oggetto di culto.<\/p>\n<p>Il successo era in gran parte legato all\u2019estetica, ma anche alla meccanica semplice ma efficace e questa semplicit\u00e0 la rendeva anche economica da realizzare e da vendere, fatto che la rese molto diffusa in tutto il mondo. La compagnia che realizza questa macchina da scrivere \u00e8 la celebre Olivetti, che \u00e8 stata un\u2019industria assolutamente all\u2019avanguardia in Italia.<\/p>\n<p>Fondata nel 1908 a Ivrea, una piccola citt\u00e0 del Piemonte, dall\u2019ingegnere Camillo Olivetti, l\u2019azienda diventa subito famosa per le sue macchine da scrivere moderne ed efficienti, ma soprattutto la Olivetti diventer\u00e0 celebre per le sue macchine da calcolo automatiche, tra le prime di sempre, come la Divisumma 14, la prima calcolatrice scrivente al mondo in grado di eseguire le quattro operazioni, o, nel 1959, Elea 9003, uno dei primi mainframe computer transistorizzati della terra.<\/p>\n<p>Con l\u2019acquisizione nel 1963 dell&#8217;americana Underwood Typewriter Company, l&#8217;Olivetti diventa un colosso industriale internazionale.<br \/>\nNel 1965, nasce Programma 101, che gli storici dell\u2019elettronica considerano il primo personal computer vero e proprio al mondo. Ma quello che ha reso celebre questa industria \u00e8 stata la visionariet\u00e0 di Adriano Olivetti, figlio del fondatore. Adriano \u00e8 stato un uomo di grande e singolare rilievo nella storia italiana del secondo dopoguerra, e si distingue per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Adriano Olivetti inventa un modo nuovo di fare imprenditoria industriale. Nonostante la Olivetti fosse una grande industria basata sul profitto e la produzione in serie, Adriano crea tutta una serie di strutture intorno alla fabbrica per il supporto degli operai: asili per i bambini, ospedali per gli operai, mense e strutture ricreative per i lavoratori che avevano orari di lavoro migliori e stipendi pi\u00f9 alti della media italiana. L\u2019operaio era visto come una risorsa da valorizzare e non un lavoratore da sfruttare. Anche la citt\u00e0 di Ivrea si arricchisce di servizi per la collettivit\u00e0 finanziati dalla Olivetti.<\/p>\n<p>Infatti, l\u2019industria Olivetti \u00e8 stata considerata per molti decenni un modello di industrializzazione visionaria, ma soprattutto sostenibile, se non addirittura umanistica. Adriano Olivetti credeva soprattutto nel design, inteso come un\u2019attivit\u00e0 che crea oggetti belli, ma anche utili e facili da produrre, per essere economici, per far s\u00ec che tutti si potessero permettere di acquistarli. La Lettera 22 costava infatti 40.000 lire, che non era pochissimo, ma molto meno di qualunque altra macchina da scrivere.<\/p>\n<p>Infatti, Adriano Olivetti voleva che la sua macchina non fosse solo per giornalisti e scrittori, ma anche, e soprattutto, per impiegati, maestri, personale di segreteria, lavoratori: oggetti di qualit\u00e0 per tutte le persone. La Lettera 22 \u00e8 il risultato di questa visione del mondo: una macchina utile, economica, pratica e bella, un oggetto costruito per essere a servizio dell\u2019uomo, che renda all\u2019uomo il lavoro una cosa facile da fare e anche un qualcosa di piacevole da vedere, veramente una mentalit\u00e0 da nuovo umanesimo.<\/p>\n<h4>Approfondimento linguistico<\/h4>\n<p>Per la puntata dedicata alla moka Bialetti e alla Lettera 22 Olivetti, voglio portare la vostra attenzione su un termine molto usato che \u00e8 \u201cfigo\u201d. Questo termine \u00e8 stato parte del gergo giovanile, \u00e8 di un registro molto informale, anche se ora lo si pu\u00f2 ascoltare in contesti diversi da quello dei ragazzi. \u00c8 una parola di origine milanese, che nasce dalla parola \u201cfico\u201d, con la sonorizzazione della lettera c in figo, fenomeno linguistico tipico del lombardo.<\/p>\n<p>Il significato dell\u2019aggettivo figo \u00e8 difficile da spiegare, figo\/a\/ hi\/he \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 interessante, divertente, originale, fuori dell\u2019ordinario, alla moda, bello, simpatico. Forse, la traduzione inglese pi\u00f9 vicina \u00e8 il termine cool. Dunque, se diciamo che la scuola Europass \u00e8 una scuola figa, voglio intendere che \u00e8 interessante, originale, simpatica, geniale. Sono sicuro che avete capito!<\/p>\n<p>Vi ringrazio di avermi ascoltato, spero di avervi interessato. Vi aspetto alla prossima puntata di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Scritto e prodotto da<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/maurizio-faggi\/\">Maurizio Faggi<\/a>, insegnante di italiano e storia dell\u2019arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Script &#8211; La Moka e la Lettera 22 Benvenuti ad una nuova puntata di Italia 360\u00b0 il podcast di Europass. Oggi, continuiamo il nostro viaggio tra gli oggetti che hanno fatto la storia del design made in Italy. Iniziamo parlando di un oggetto veramente iconico da quasi un secolo: la caffettiera Moka della Bialetti. 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