{"id":10823,"date":"2024-10-15T13:38:22","date_gmt":"2024-10-15T12:38:22","guid":{"rendered":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/?page_id=10823"},"modified":"2024-12-02T12:21:58","modified_gmt":"2024-12-02T11:21:58","slug":"moda-italiana","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/podcast-italia\/stagione-2\/moda-italiana\/","title":{"rendered":"2.3 La Moda Italiana"},"content":{"rendered":"<div class=\"row has-columns two-columns podcast\">\n<div class=\"column\">\n<iframe style=\"border-radius:12px\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/1JCvxaY8THyjOEFEbXo1nM?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"><\/iframe>\n<p>Disponibile anche su: <a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Amazon Music\" href=\"https:\/\/music.amazon.it\/podcasts\/ef3c35df-76e7-4ef0-acc9-34c0cb4d82ae\/episodes\/1cae98e3-58b4-4450-918f-ab3b073cd573\/italia-360%C2%B0-2-3-la-moda-italiana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amazon Music<\/a>\u00a0|\u00a0<a class=\"podcast-meta-itunes\" title=\"Apple Podcasts\" href=\"https:\/\/podcasts.apple.com\/us\/podcast\/2-3-la-moda-italiana\/id1700640883?i=1000673163688\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Apple Podcasts<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"column\">\n<p>La moda italiana: un&#8217;esplosione di stile, qualit\u00e0 e successo.<\/p>\n<p>Dalla nascita della Sala Bianca a Firenze alla conquista del mondo della moda industriale.<\/p>\n<p>Scopriamo l&#8217;incredibile storia di come la moda Made in Italy ha sfidato la supremazia francese, diventando un&#8217;icona globale di lusso e design.<\/p>\n<span class=\"ep-cta-button\"style=\"text-align:left\";><a class=\"button\" href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/podcast-italia\/stagione-2\/maserati-ferrari-lamborghini\/\">Ascolta il prossimo episodio<span class=\"icon\"><svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" role=\"img\" viewBox=\"0 0 448 512\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M443.7 266.8l-165.9 176C274.5 446.3 269.1 448 265.5 448c-3.986 0-7.988-1.375-11.16-4.156c-6.773-5.938-7.275-16.06-1.118-22.59L393.9 272H16.59c-9.171 0-16.59-7.155-16.59-15.1S7.421 240 16.59 240h377.3l-140.7-149.3c-6.157-6.531-5.655-16.66 1.118-22.59c6.789-5.906 17.27-5.469 23.45 1.094l165.9 176C449.4 251.3 449.4 260.7 443.7 266.8z\"\/><\/svg><\/span> <\/a><\/span>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2>Script &#8211; La Moda Italiana<\/h2>\n<p>Benvenuti in questa nuova puntata di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<p>Oggi inizieremo un piccolo viaggio su uno degli argomenti pi\u00f9 affascinati del design e del made in Italy: parleremo della moda italiana, della sua nascita e dei suoi sviluppi attuali.<br \/>\nChe la moda italiana sia una delle pi\u00f9 famose del mondo non ci sono dubbi, i suoi stilisti e i suoi marchi sono tra i pi\u00f9 prestigiosi, amati e desiderati al mondo. I suoi prodotti sono ovunque considerati sinonimo di eleganza, qualit\u00e0 e lusso, e sfido chiunque a negare di aver desiderato un abito, o un paio di scarpe di Gucci.<br \/>\nLa moda \u00e8 per l\u2019Italia un vanto culturale e sociale, ma \u00e8 anche un grande business. Pensate che il comparto italiano della moda fattura circa 90 miliardi di euro in un anno, che non \u00e8 poco. Ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec, la moda italiana \u00e8 relativamente giovane, soprattutto rispetto alla moda francese.<\/p>\n<p>La Francia \u00e8 stata capitale della moda gi\u00e0 dal XVIII secolo e ancora oggi la moda francese \u00e8 fortissima in tutti i campi, e lo era soprattutto quando la moda italiana cominciava a fare i suoi primi timidi passi. Infatti, l\u2019inizio della moda italiana \u00e8 nei mitici anni del secondo dopoguerra, ovvero, agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso. In quegli anni, la moda francese era la regina incontrastata del fashion mondiale: Dior, Chanel, Balenciaga, Schiapparelli, Lanvin erano le firme che dettavano legge della moda di tutto il mondo. Ma era una supremazia che stava per finire: stava arrivando la moda italiana.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra, nel periodo di grandi cambiamenti e sviluppo dell\u2019Italia del boom economico, un signore fiorentino, Giovanbattista Giorgini, fa il miracolo di \u201cinventare\u201d la moda italiana. Giorgini, di lavoro, selezionava prodotti dell\u2019artigianato italiano di alta qualit\u00e0 e li vendeva ai grandi magazzini americani come Macy\u2019s, Bergdorf Goodman, B. Altman. Dunque, conosceva bene il mondo del commercio nordamericano, ma anche le aziende italiane che producono prodotti artigianali di qualit\u00e0, comprese molte sartorie di moda che realizzavano abiti di grande bellezza e qualit\u00e0, ma che non erano famose nel mondo come le maison francesi.<\/p>\n<p>Giovan Battista Giorgini, con molto coraggio e una buona dose di sfrontatezza, decide di sfidare la moda francese organizzando a Firenze nella propria grande e bellissima casa, una sfilata di moda, con dieci delle migliori sartorie italiane del tempo e invita i pi\u00f9 importanti compratori dei grandi magazzini nordamericani, come Gertrude Ziminsky per B. Altman di New York, John Nixon per Henry Morgan di Montreal, Jessica Daves per Bergdorf Goodman di New York, Stella Hanania per i magazzini Magnin di San Francisco. E fu cos\u00ec che il 12 febbraio 1951, a Firenze, viene fatta la prima sfilata di moda italiana, una data che \u00e8 considerata la data di nascita della moda in Italia.<\/p>\n<p>La sfilata fu un successo incredibile! I compratori americani erano entusiasti, la moda italiana era diversa: pi\u00f9 nuova, pi\u00f9 moderna, pi\u00f9 pratica e attuale, di qualit\u00e0 altissima e pi\u00f9 economica di quella francese. Subito, i buyer americani cominciarono a ordinare per i propri negozi molti vestiti delle sartorie italiane. L\u2019interesse per la moda italiana scoppia come una bomba, tanto che gi\u00e0 l\u2019anno successivo, nel 1952, le richieste dei main stores americani per partecipare alle sfilate di moda di Firenze sono talmente tante che Giorgini, riesce a far sfilare addirittura nella Sala Bianca, ovvero, la sala da ballo di Palazzo Pitti, la sala pi\u00f9 grande di Firenze, per poter ospitare tutti i compratori arrivati dall\u2019America.<br \/>\nLa Sala Bianca di Palazzo Pitti \u00e8 infatti considerato un luogo leggendario per la moda italiana, il luogo da dove tutto \u00e8 partito e dove per quasi trent\u2019anni sono state fatte tutte le pi\u00f9 importanti sfilate italiane e dove \u00e8 nato il mito della moda made in Italy.<\/p>\n<p>Giorgini \u00e8 un abilissimo organizzatore, non solo di sfilate, ma di tutto quello che serviva alla commercializzazione e promozione della moda italiana. Riesce ad accattivarsi le simpatie e l\u2019interesse di tutta la stampa italiana e, soprattutto, della stampa americana, come le riviste Harper\u2019s Bazar e Vogue. Riesce ad entrare nel mercato giapponese vendendo creazioni italiane a Isetan, uno dei pi\u00f9 importanti grandi magazzini del Giappone. Promuove le sartorie affermate, ma stimola anche l\u2019interesse e la curiosit\u00e0 dei compratori con giovani stilisti di talento, come Capucci, Armani, Valentino. Infatti, in realt\u00e0, quasi tutti i grandi nomi della moda italiana iniziano in Sala Bianca. Giorgini, vede anche nel pr\u00eat-\u00e0-porter, la moda pronta, il futuro della moda nel mondo, e gi\u00e0 nel 1954 crea il Centro di Firenze per la moda italiana.<\/p>\n<p>Giorgini \u00e8 stato veramente il padre della moda italiana, che senza di lui non sarebbe quella che \u00e8. Naturalmente, i francesi si accorgono subito che qualcosa di importante sta succedendo in Italia, che molti dei compratori, che tradizionalmente frequentavano gli atelier francesi, stanno cominciando ad andare a vedere le sfilate e le sartorie italiane. Comincia cos\u00ec una guerra alla moda italiana fatta di attacchi giornalistici e commerciali a Firenze, a Giorgini, alle sartorie italiane. Ma ormai la nuova tendenza era partita, l\u2019Italia era entrata prepotentemente nel mondo della moda, scompigliando le carte anche ai francesi, che ovviamente faranno di tutto per limitare il successo della sala Bianca, di Firenze e della moda italiana.<\/p>\n<p>Negli anni Cinquanta e Sessanta, la moda era essenzialmente una moda artigianale, prodotta in piccole serie da sartorie specializzatissime, che utilizzavano i meravigliosi prodotti delle industrie tessili italiane e la grande maestria artigianale di sarte bravissime. Erano oggetti costosi per un pubblico ricco, che diventano subito degli oggetti di sogno desiderati da tutti, come oggi del resto. I nomi di queste sartorie oggi non ci dicono molto, ma nel passato erano famosissime da chi seguiva la moda, come oggi lo sono i nomi dei grandi stilisti.<\/p>\n<p>Le pi\u00f9 famose sartorie erano: Carosa, Fabiani, Simonetta, Le Sorelle Fontana, Capucci, vere star di quegli anni, non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti, dove moltissime dive di Hollywood vestivano abiti italiani e indossavano scarpe italiane, come quelle di Ferragamo, che era chiamato il calzolaio delle star, oppure Marilyn Monroe, che \u00e8 seppellita con un abito di Emilio Pucci.<br \/>\nCon gli anni, intorno alle sfilate della sala Bianca, comincia a nascere una vera e propria fiera della moda e del lusso. Infatti, non ci saranno solo le sartorie a presentare i propri abiti eleganti, ma tutta una serie di aziende della moda che espongono pelletteria, scarpe, borse, pellicce, cappelli, calzetteria, gioielli, tessuti, filati.<\/p>\n<p>Negli anni, cresceranno molte altre iniziative intorno alla Sala Bianca di Firenze e nasceranno quelle fiere internazionali di moda specialistica, molte delle quali, esistono ancora. Come Pitti donna, specializzata in moda femminile, Pitti uomo, per la moda maschile, Pitti bimbo, per l\u2019abbigliamento da bambini, Pitti filati, per le filature di lana e i tessuti, Pitti casa, per i tessili di arredamento. Insomma, tutta una costellazione di fiere commerciali che faranno dell\u2019Italia il paese all\u2019avanguardia nella produzione, promozione e commercializzazione della moda nel mondo, superando la propria diretta concorrente, la Francia, che in realt\u00e0 sar\u00e0 costretta a imitare l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Ma in che senso la Francia imiter\u00e0 l\u2019Italia? Gli italiani avevano capito che il futuro della moda non poteva essere la haute couture delle maison francesi, ovvero, abiti fatti su misura in pochissimi esemplari a costi altissimi e che solo pochissime persone si potevano permettere. In Italia, invece, si comincia a fare una moda pronta di qualit\u00e0, ma per fasce pi\u00f9 ampie di mercato, lussuosa, certo, costosa, ma che potesse arrivare anche ad un pubblico pi\u00f9 vasto. Nasce il concetto di marchio, di brand, che non realizza solo vestiti, ma tutta una serie di oggetti e accessori legati allo stile del marchio, da vendere nei propri negozi che vengono aperti in tutto il mondo. Basta pensare a Gucci o Ferragamo, che gi\u00e0 negli anni Sessanta del secolo scorso avevano decine di negozi in tutto il mondo e dove vendevano non solo i propri prodotti, ma uno stile, un marchio, un\u2019immagine.<\/p>\n<p>Tutti i grandi brand della moda italiana nascono tra gli anni Cinquanta e Settanta, in questo clima di grande vitalit\u00e0 ed energia, che anche nella moda l\u2019Italia voleva dimostrare: Gucci e Ferragamo, Armani e Versace, Krizia e Ferr\u00e8, Prada e Tod\u2019s, Ermanno Scervino, Fendi e Stefano Ricci, Trussardi, Loro Piana, Moschino, Dolce e Gabbana, Emilio Pucci e Valentino, ma anche Fiorucci, Coveri sono tutte icone della moda, nate e cresciute con questa finalit\u00e0, fare della moda e del lusso uno stile di vita di successo in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Finora abbiamo parlato di Sala Bianca e di Firenze, che sono state, in effetti, i luoghi di nascita della moda italiana, ma oggi, quando si pensa alla moda in Italia, si pensa a Milano. Infatti, come vi dicevo, dagli anni Settanta la moda italiana diventa sempre pi\u00f9 un prodotto industriale e di grande diffusione. E la citt\u00e0 pi\u00f9 industrializzata di Italia era proprio Milano, dove si concentrano le pi\u00f9 importanti industrie della moda.<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 stato una sorta di processo naturale lo spostamento della moda da Firenze a Milano, citt\u00e0 che offriva un ambiente pi\u00f9 vicino alle realt\u00e0 industriali del nord Italia. Con gli anni Settanta, le grandi sartorie italiane che avevano dato il via alla moda italiana cominciano a declinare. La societ\u00e0 \u00e8 cambiata e cerca qualcosa di diverso, pi\u00f9 pratico, pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 giovanile e la moda pronta far\u00e0 ormai la parte del leone. Al lavoro artigianale di uno staff di sarte si sostituisce il lavoro semi artigianale, se non proprio industriale, seguito da uno stilista che dar\u00e0 le linee guida dello stile per ogni collezione di ogni stagione.<\/p>\n<p>L\u2019esempio pi\u00f9 estremo di questa industrializzazione e popolarizzazione della moda \u00e8 Benetton, azienda nata in Veneto nel 1965. Benetton \u00e8 stato subito un marchio che ha puntato sulla diffusione di un prodotto semplice, economico, largamente promozionato con campagne pubblicitarie ormai mitiche e venduto da una vastissima rete di negozi in franchising, che diventer\u00e0 un modello commerciale da imitare per molti anni.<\/p>\n<p>Oggi, il sistema moda coinvolge tutta l\u2019Italia e non solo Milano. A Milano si trovano le sedi di importanti firme della moda, con i loro show room, come Armani, Versace, Dolce e Gabbana, e soprattutto le fiere di moda femminile che si svolgono due volte all\u2019anno. Inoltre, intorno a Milano ci sono molte aziende di produzione tessile e abbigliamento.<\/p>\n<p>A Firenze, oltre alla sede di Gucci, Ferragamo e altre firme famose, si tengono ancora le fiere di Pitti uomo, che \u00e8 la pi\u00f9 grande fiera al mondo di moda maschile, e Pitti bimbo per la moda bambini. Mentre nell\u2019hinterland fiorentino, c\u2019\u00e8 il pi\u00f9 importante distretto al mondo di produzione di pelletteria di lusso. Pensate che aziende francesi come Luis Vuitton e Herm\u00e8s producono le loro creazioni in pelle a Firenze. Ma non dimentichiamo che in Toscana c\u2019\u00e8 anche il distretto della conceria delle pelli di Santa Croce sull\u2019Arno, il pi\u00f9 importante d\u2019Italia, e il distretto della produzione di filati e tessuti di Prato, il pi\u00f9 importante del mondo, come il distretto dell\u2019oreficeria di Arezzo.<\/p>\n<p>Invece, in Piemonte, in Val di Sesia, si producono i tessuti di lana pi\u00f9 prestigiosi di sempre, come quelli di cachemire e vigogna. Mentre Como, in Lombardia, \u00e8 la capitale mondiale dei tessuti di seta. La Puglia, invece, \u00e8 il centro degli abiti da sposa e da cerimonia. Ci sono, poi, i grandi gruppi industriali come Benetton, OTB e Calzedonia in Veneto, il gruppo Max Mara in Emilia Romagna, mentre in Piemonte si trova la Luxottica, che \u00e8 il principale produttore di occhiali al mondo, proprietaria anche della Rayban e di tante altre marche. Insomma, la moda non \u00e8 solo frivola estetica, ma storia, cultura, lavoro e business.<\/p>\n<h4>Approfondimento linguistico<\/h4>\n<p>In questa seconda puntata sulla moda italiana, abbiamo usato l\u2019aggettivo \u201cpadano\/a\/i\/e\u201d, che si usa per qualificare tutto quello che viene dalla Pianura Padana, ovvero la pi\u00f9 grande pianura italiana, formata dal fiume Po, il pi\u00f9 grande fiume italiano, che nasce sulle Alpi piemontesi e sfocia nel mar Adriatico, in provincia di Rovigo.<\/p>\n<p>Un altro termine interessante \u00e8 \u201cbancarotta\u201d, che, in italiano moderno, indica il fallimento economico di un\u2019azienda o di una compagnia, ed \u00e8 un termine che nasce nell\u2019Italia medievale, quando ai banchieri che risultavano insolvibili, ovvero che non avevano la possibilit\u00e0 di restituire il denaro depositato dai clienti, veniva rotto il banco, dove avvenivano gli scambi monetari. Dunque, il banco rotto, era l\u2019atto giudiziario che confermava il fallimento della banca, da cui il termine bancarotta.<\/p>\n<p>Vi ringrazio di avermi ascoltato e vi aspetto ad una nuova puntata di Italia 360\u00b0 di Europass.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Scritto e prodotto da<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ils.simonemontanari.com\/it\/maurizio-faggi\/\">Maurizio Faggi<\/a>, insegnante di italiano e storia dell\u2019arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Script &#8211; La Moda Italiana Benvenuti in questa nuova puntata di Italia 360\u00b0 di Europass. Oggi inizieremo un piccolo viaggio su uno degli argomenti pi\u00f9 affascinati del design e del made in Italy: parleremo della moda italiana, della sua nascita e dei suoi sviluppi attuali. 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